Bluesette

02.09 .2009

Impressioni ragionate sul brano e trascrizione di un solo

Autore Mirko Fazzi

Pubblicato su Fisarmoniae (2007)


Lo scorrere fluente delle frasi condito da qualche geniale espediente che porta subito a pensare ad una “canzone” non deve trarre in inganno, anzi, già dal titolo un campanello di allarme deve attrarre la nostra attenzione.
Se eseguiamo alcune modifiche non “snaturanti” sulla struttura e cioè portiamo il tempo da ¾ a 4/4 e dimezziamo le battute ci troveremmo di fronte a questa struttura

 Bbmaj7   A-7b5      D7  G-7      C7  F-7      Bb7  Ebmaj7   Eb-7      Ab7
 Dbmaj7   Db-7      Gb7  Cbmaj7   C-7b5      F7  D-7      Db7  C-7      F7

Come si può notare è molto, ma molto simile al blues Parkeriano Blues For Alice il quale viene abilmente mascherato dagli accordi evidenziati (sfondo blu) rispettivamente alla battua 13 e alla 17 della progressione reale. Siamo quindi di fronte ad un blues di 24 battute in Bb nel quale possiamo parlare di struttura ABC in quanto si riconoscono perfettamente le tre frasi in forma di domanda, risposta e conclusione tutte composte di 8 battute.

Dal punto di vista melodico si identificano chiaramente due motivi principali usati il primo (Figura 1) in forma di domanda e il secondo (Figura 2) prevalentemente ma non solo in forma di risposta.
Il brano inizia con un accordo pensato come primo grado della tonalità maggiore (Bbmaj7) e non come accordo di dominante come solitamente accade nel blues. Nelle misure dalla 3 alla 6 abbiamo una serie di II-V (la prima desunta dalla scala minore) pensati in modo che ogni accordo dominante risolva sull’accordo minore successivo posizionato un 5° giusta sotto (D7=> Gm7; C7=>Fm7) mentre dalla 7ma alla 8va battuta abbiamo una cadenza maggiore che risolve in regione di Eb maggiore (Ebmaj7) alla 9na battuta. Dalla battuta 11 alla 13 abbiamo nuovamente una cadenza (II V I ) che ci porta in regione di Db e dalla battuta 15 alla 17 viene usato lo stesso espediente per risolvere sul Cb. Dalla battuta 19 alla 20 abbiamo una cadenza (II-V) desunto dalla scala minore armonica le cui intenzioni sono di riportarci alla tonica del brano. Dalla battuta 21 alla 24 abbiamo un classico Turnaround leggermente modificato dall’introduzione di due sostituzioni e cioè alla battuta 21 una sostituzione primaria ( Dm7 al posto di Bbmaj) e alla battuta 22 una sostituzione di tritono (Db7 al posto di G-7). In questo turnaournd risalta la discesa armonica per semitoni (Dm7-> Db7-> Cm7) e in fine il F7 che crea una cadenza perfetta sul Bbmaj7.
Di seguito (clicca sul link) riporto uno schema di principio delle scale e voicing: Visualizza schema base Scale Voicing

Veidamo ora Velocemente l'analisi funzionale:

Imaj7   Imaj7   VIIm7b5   III7   VIm7   II7   Vm7   I7 
IVmaj7   IVmaj7   IVm7   VIIb7   IIIb7   IIIb7   IIIbm7   VIb7 
IIbmaj7   IIbmaj7   IIm7b5   V7   IIIm7   IIIb7   IIm7   V7 

Ed è venuto il momento di vedere come un Grande del jazz ha affrontato questo capolavora dal punto di vista improvvisativo con una trascrizione. Per questo brano immortale ho trascritto l’assolo del suo compositore Toots tratta dall’album “Toots Thielemans 1955 – 1978” della collana “Columbia jazz“ pubblicato nel 1992 [ (p) 1955 Sony Music Entertainment (Holland) B.V.]

Per l’esecuzione viene usata la seguente forma:

  • Tema (Armonica)
  • Due giri di solo (Armonica)
  • Un giro di solo (E Piano)
  • Un giro di ripresa solo (Armonica)
  • Tema finale (Armonica)

Sono pochi gli artisti che posso permettersi di eseguire un solo con poche note riuscendo a trasmettere grandi emozioni senza mai scendere nel banale o in frasi scontate. Tra questi Toots è uno dei musicisti che più si distingue per l’intensità del suono, la poesia delle linee melodiche e il profondo lirismo dei suoi soli.
In questo brano, il ¾ accompagnato con grande respiro, permette a Thielemans di esaltare il proprio stile in cui dinamica e sonorità sono controllate con straordinaria sapienza. Con grande maestria e una vena poetica che è diventata firma inconfondibile del suo sound, rapisce il pubblico trasportandolo nelle sue emozioni con note portate al limite delle possibilità armoniche del suo strumento sfiorando con grazia autentica la melodia che rimane sempre presente nella sua essenza all’interno di frasi di qualità e perfezione insuperabile ma sempre ispirate e di grande intensità.
Toots (che a tre anni suonava la fisarmonica) senza mai tradire l’essenza del suo strumento riesce a valicare i limiti della piccola armonica alternando momenti di grande tensione ed efficacia sonora a mementi di grande atmosfera con sonorità morbide e calde. Nei suoi soli traspira la grande carica umana e l’onestà intellettuale del grande musicista che, alla ricerca del tecnicismo fine a se stesso, predilige la trasmissione della sua carica emozionale al pubblico il quale respira la sincerità e autentica bellezza delle sue note.
Jean-Baptiste ”Toots” Thielemans è nato a Bruxells nel 1922 dove si esibisce insieme a nomi del calibro di Edith Piaf, Charles Trenet e Stephane Grappelli. Ma è negli usa che la sua carriera subisce un’importante accelerazione divenendo inarrestabile. Suona al fianco di tutti i grandi del jazz da Parker a Bill Evans e tra le varie collaborazioni vale la pena citare quella con Quincy Jones. Nel 1962 scrive Bluesette che lo proietterà nell’olimpo degli immortali del jazz. Per ulteriori informazioni vedi alla sezione Link utili.
Scarica la trascrizione

Link utili:
Sito ufficiale
Pagina Myspace
Pagina Wikipedia in italiano con discografia
Collegamento iTunes per il brano.  Nel preascolto si sente l'inizio del solo